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Si può decidere di cambiare vita, cambiando città e lavoro, ma portandosi dietro la propria terra d’origine. Non una metafora, ma quel che Simona e Giuseppe (per tutti Peppe) hanno letteralmente fatto nel momento in cui hanno scelto di avviare una piccola impresa a oltre 500 chilometri di distanza da casa. L’impresa è tutt’altro che piccola, a giudicare dal successo che raccoglie anche su Facebook.

Magno Puglia è un luogo che gli amanti del cibo sano e genuino, i cultori della tradizione pugliese amano e scelgono ogni giorno. Il meglio della Puglia si trova a Roma, nel mercato rionale del quartiere Monti, uno dei più antichi della capitale. A pochi passi dal monumentale ingresso (il mercato nato nel 1933 è stato interamente ristrutturato negli anni Novanta) c’è il punto vendita di Peppe e Simona.

Il nome del banco si legge su un pannello posizionato all’esterno del mercato; il suono delle due parole lascia immaginare meraviglie gastronomiche di ogni genere. Una volta raggiunto il punto vendita, la vista sul panorama dei salumi, delle specialità casearie, delle pagnotte di Laterza, delle focacce baresi e dei sottoli che occhieggiano dagli espositori conferma quel che le parole Magno Puglia sul pannello esterno avevano lasciato intuire.

Lavoravo nello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto - racconta Peppe - ho voluto interrompere quell’esperienza perché avevo voglia di cambiare vita. Io e Simona, la mia compagna, desideravamo portare la cultura pugliese nel cuore di Roma, aprendo in questo modo un nuovo capitolo della nostra vita. Simona lavorava per il Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA), quando ha deciso di dare concretezza a un’idea evidentemente coltivata da tempo.

La voglia di mettersi alla prova lontano dalla città d’origine, senza però abbandonarla, ha permesso loro di costruire un’esperienza che valorizza le capacità di entrambi e coniuga il legame con la Puglia con la passione per Roma. Un’esperienza professionale e personale che nasce anche dalla volontà di esplorare le possibilità che la capitale offre, pur in un momento complicato della sua storia.

Il banco Magno Puglia è stato aperto nel dicembre 2020, in piena pandemia. Coraggio e impegno premiati ogni giorno con il favore che il punto vendita raccoglie. Persone che frequentano abitualmente il mercato e turisti che raggiungono Roma da ogni parte del mondo.

L’idea di Peppe e Simona si è quindi materializzata in un pezzetto di Puglia sbarcato a Roma che gira il mondo, attraverso i flussi turistici. I prodotti partono dalle località di produzione e raggiungono il rione Monti quotidianamente. I clienti apprendono dalla pagina Facebook quali delizie siano immediatamente disponibili nel punto vendita, giorno dopo giorno. Le presenze fisse non mancano. Sono le mozzarelle, la burrata, le conserve più diverse, il pane, il vino e la birra. All’interno dell’area mercatale si organizzano persino aperitivi made in Puglia, con tanto di scelta tra panini, focacce, orecchiette e taglieri.

Abbiamo scelto prodotti artigianali di piccoli produttori; non si tratta di prodotti tipici, ma di specialità pugliesi artigianali - Peppe tiene a sottolinearlo. In altre parole, da Magno Puglia non si trovano i grandi marchi, i vasetti e le confezioni industriali, quel che facilmente invece può offrire un supermercato. Qui è possibile acquistare alimenti preparati con ricette originali e metodi tradizionali.

Siamo partiti con l’idea di offrire il meglio della nostra regione. Conoscevamo già la maggior parte dei prodotti che offriamo ai clienti, ma abbiamo ulteriormente approfondito la ricerca rispetto alle piccole produzioni, per scoprire altre specialità. In primo piano c’è sempre la qualità. Le specialità arrivano da ogni località della Puglia: da Ugento le conserve, da Gioia del Colle i latticini e i formaggi, da Laterza il pane, da Taranto il vino. Uno dei prodotti pugliesi forse meno conosciuti anche dagli stessi residenti è il prosciutto di Faeto. Grazie a Magno Puglia sta conquistando la notorietà che merita. Si tratta di un prosciutto crudo fatto con carne di maiale nero dei Monti Dauni. Dietro questo salume (ma non solo questo) c’è una storia di recupero di una specie a rischio di estinzione. Un’operazione portata avanti con successo, alla fine degli anni Novanta, grazie al contributo del Cnr e della cooperativa Pegaso, in favore della salvaguardia della biodiversità del Mediterraneo.   

Come si legge sui siti che si occupano di sostenibilità, il suino nero proveniente dai Monti Dàuni è la specie suina più antica del Sud Italia. Nella Capitanata il suo allevamento è frutto di una lunga tradizione. Ora lo conoscono anche a Roma.