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Corus-Xuam è il nome di un progetto internazionale che ha portato a Taranto una sperimentazione di indiscutibile valore sociale. Si tratta di Urban Air Mobility, un'altra tipologia di mobilità. Una modalità di trasporto che proietta il capoluogo jonico nel futuro delle operazioni aeree.

In parole semplici, il test effettuato nei giorni scorsi ha dimostrato che è tempo di mobilitare gli oggetti con i droni, nelle aree urbane e periurbane. Nella specifica circostanza, la tecnologia sofisticata dei droni ha reso possibile il trasporto di materiale sanitario, tra Grottaglie e Manduria

Il progetto Corus-Xuam è co-finanziato dalla Sesa Joint Undertaking, tramite il programma Europeo Horizon 2020. Il test italiano effettuato nella provincia di Taranto è stato eseguito con Unmanned Aircraft System (UAS) e velivoli pilotati all’interno dello USpace. Per chi non avesse confidenza con questa terminologia, lo USpace è lo spazio aereo destinato alla navigazione dei droni, mentre gli UAS sono velivoli senza pilota e senza equipaggio; vengono quindi guidati da remoto. Sono sistemi avanzati di mobilità aerea, il futuro dell’aviazione integrata. I droni possono viaggiare in uno spazio ben definito, senza interferire con i percorsi di altri apparecchi, in una perfetta interazione tra spazio aereo e USpace.

In Puglia, la dimostrazione effettuata ha previsto il trasporto di materiale sanitario dall’Airport Test Bed di Grottaglie a un porto per droni, in un’altra località della provincia di Taranto (presso l’Aero tre Aviosuperficie Manduria). Arrivato a destinazione, il carico è stato trasferito su un altro drone, per essere consegnato nei pressi dell’ospedale cittadino, precisamente nella zona del Parco Archeologico delle Mura Messapiche. 

La dimostrazione è riuscita perfettamente grazie ai servizi USpace erogati dalla piattaforma D-Flight, società del Gruppo Enav che coopera in partnership con Leonardo e Telespazio. L’aeroporto di Grottaglie ha confermato la sua vocazione alla sperimentazione e allo sviluppo di nuove soluzioni per la mobilità emergenziale e non. 

Il drone utilizzato disponeva di antenne e apparati utili a identificare la presenza nello USpace di droni che avrebbero potuto costituire un eventuale ostacolo al completamento dell’operazione. Questi apparecchi sono in grado di registrare una serie di dati sugli altri velivoli, come la posizione di volo, la traiettoria, la velocità e persino il nome del proprietario o la sua posizione.

Gli aeromobili senza pilota sono già ampiamente utilizzati in ambito commerciale. Soprattutto negli USA, molte catene della ristorazione impiegano i droni per le consegne a domicilio dei generi alimentari. La pandemia ha accelerato, in parte, l’utilizzo di questi mezzi e la sperimentazione di nuove forme di mobilità degli oggetti. L’esperimento nazionale realizzato a Taranto ha voluto privilegiare l’ambito sanitario. È facile intuire quanti e quali benefici potrebbero investire il settore sanitario, in particolare quello pubblico che vive un momento di estrema difficoltà, se queste prime dimostrazioni lasciassero presto spazio a operazioni vere e proprie, integrate in una programmazione puntuale e in continuo aggiornamento.