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L’evoluzione è alimentata dalle diversità, basta guardarsi intorno per accorgersene. Non esiste un individuo uguale a un altro. Vale per gli esseri umani, come per le altre specie viventi. Prendiamo un brano di Richard Powers, premio Pulitzer per la narrativa 2019. Nel romanzo intitolato The Gold Bug Variations (la parola variations è l’essenza stessa della storia), titolo che in italiano è stato riformulato e tradotto (per esigenze editoriali) in Canone del desiderio, l’autore statunitense scrive che “le creature viventi perdurano nel tempo solo grazie all’eccesso”. Poi, attraverso uno dei personaggi della storia, si domanda e domanda al lettore: Quanti modi esistono di essere vivi? Ed è a questo punto del romanzo, più o meno alla metà delle quasi ottocento pagine del libro, che Powers erutta un lungo elenco di creature viventi. Forme di vita impensabili, eppure esistenti e germogliate anche negli angoli più inospitali della terra. Tutte tra loro diversissime.

Il torrenziale romanzo di Richard Powers intreccia il tema dell’amore con i misteri della scienza e la bellezza della musica, proponendo, con un vocabolario che riflette la ricchezza della vita, un particolare punto di vista sul senso dell’armonia, sulla ricerca della precisione e sulla scoperta della imprevedibilità.

La varietà genetica significa diversità di espressione, miliardi di modi diversi di stare al mondo. E quella varietà, che trova alimento replicandosi e moltiplicando le possibilità, è frutto anche dell’interazione con l’ambiente. Trasferiamoci dall’ambito scientifico a quello culturale e avremo la stessa varietà.

La storia ha dimostrato che le società multietniche e multiculturali sono il motore del progresso sociale ed economico. È proprio questo il tema centrale del meeting internazionale jonico WID – What is the difference?, in programma a Taranto nei giorni 24 e 25 novembre 2021.

In che modo percepiamo di essere diversi dagli altri? Perché le differenze ci uniscono o ci dividono? La diversità culturale ci spaventa? Sulla base delle ultime stime dell’ONU, in Europa vivono quasi 750 milioni di persone. Oltre settecento milioni di esseri, nessuno dei quali è uguale a un altro. Eppure, ciascuno offre un peculiare contributo alla comunità intera, che diventa un’altra identità.

Con il meeting WID? si vuole esplorare proprio il tema della diversità culturale, i problemi che pone, le sfide che ha davanti, nel superamento di pregiudizi e stereotipi. Del resto, lo scambio e la crescita non sarebbero possibili se fossimo tutti uguali.

Se si deve scegliere un luogo dal quale partire per costruire insieme società più inclusive, quindi più eque, non si può far altro che individuare quel luogo nel mondo della formazione, nelle scuole. L’ambiente ideale nel quale far maturare la cultura della diversità come valore. È per questo che il WID? ha scelto di coinvolgere le scuole superiori del territorio nella due giorni di incontri, workshop e living library. Dal confronto tra scuola ed esperienza nasce questo peculiare percorso che l’associazione Stella Marina ha organizzato con il Comune di Taranto, il Ciofs/Fp Puglia e il supporto di LWBProjects. Le esperienze degli ospiti nazionali e internazionali (sette i Paesi rappresentati: Camerun, Grecia, Croazia, Iran, Spagna, India e Macedonia) si intrecceranno con gli interventi dei giovani e con gli spunti offerti dai referenti delle realtà produttive.

La conferenza stampa di presentazione dell’evento si tiene giovedì 18 novembre, alle 10 presso la Biblioteca Comunale Acclavio di Taranto. Per partecipare al WID? (nelle tre differenti location scelte: alcuni istituti superiori di Taranto, il cinema Ariston e l’istituto Maria Ausiliatrice) basta registrarsi attraverso il sito wid.ciofspuglia.it. La partecipazione è gratuita.