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La musica rende felici. Diverse ricerche hanno dimostrato i suoi effetti positivi sulla salute. Effetti che cambiano al variare del genere musicale e della disposizione dell’ascoltatore. Anche soltanto un brano di cinque minuti è comunque in grado di cambiare il senso di una giornata.

Uno dei tanti studi pubblicati sull’argomento fa riferimento a tredici emozioni che la musica riuscirebbe a suscitare. In ufficio, un pezzo di Bach può essere utile alla produttività, evidentemente stimolata dalle composizioni classiche. Il rock favorirebbe invece ottime performance in ambito scolastico e universitario e sarebbe indicato ascoltarlo prima di uno sforzo fisico. Una gara sportiva, per esempio.

Il maestro d’orchestra Beppe Vessicchio, volto noto al grande pubblico per le sue numerose presenze al Festival di Sanremo, coltiva piante esponendole alle sollecitazioni dei suoni musicali. Non è certamente il primo a sperimentare gli effetti delle note sui vegetali. Altri studi hanno preso in esame il rapporto tra canzoni, composizioni classiche e animali. E per conoscere la “posologia” della musica è possibile consultare una interessantissima ricerca della British Academy of Sound Therapy, che ha cronometrato i tempi di esposizione alla musica (genere per genere) e i relativi effetti. Fondata nel Regno Unito da Lyz Cooper, nel 2000, è stata la prima a offrire qualificati corsi di terapia del suono e consulenze professionali.

L’Accademia insegna anche a usare la voce per migliorare la salute fisica e il benessere mentale. “A un certo punto della nostra vita, si legge sul sito, tutti siamo stati mossi dal suono o dalla musica”. Il suono è anche la prima manifestazione di ogni essere umano, al momento della nascita. Il pianto è il primo atto di un neonato.

Quanto al valore sociale della musica, ci si può divertire a compilare un lungo elenco di avvenimenti significativi, in tal senso. Prendiamo gli anni Sessanta, il grande concerto di Woodstock, il ruolo che la musica ha avuto nella rivoluzione sessuale e nelle contestazioni studentesche che chiedevano la fine della guerra in Vietnam. Degli Anni Ottanta, la generazione X ricorda il “monumentale” Live Aid organizzato da Bob Geldof e altri artisti, un mega concerto che ha raccolto fondi per l’Africa. Un evento cui ne sono seguiti altri, sempre con finalità sociali. Ne rievoca lo spirito il Global Citizen Live, una manifestazione musicale della durata di 24 ore che ha coinvolto (pochi giorni fa) diversi palchi in tutto il mondo. L’evento ha inteso richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui temi legati alla salvaguardia dell’ambiente. La richiesta di salvare il mondo, rivolta ai governi, ha attraversato i più diversi generi musicali. Sensibilità differenti e un obiettivo comune.

E poi bisogna considerare il valore terapeutico della musica, utilizzata in molte strutture ospedaliere con specifiche finalità di cura. La si adotta anche per aiutare le persone affette da demenza. Sul quotidiano britannico The Guardian è stata recentemente riportata la notizia relativa al cambiamento di prospettiva che ha portato nella comunità di Gorton il trasferimento dell’Orchestra Camerata Manchester. Siamo in una periferia degradata della città inglese, sobborgo dove le speranze sono poche e le promesse, altrettanto scarse, sono difficilmente mantenute. L’orchestra significa una ventata di positività per questo quartiere della città ed è un aiuto materiale per tante persone con malattie neurodegenerative.

La Manchester Camerata è una delle orchestre da camera più rinomate d’Europa. Ha trasferito la sua sede dal centro della metropoli al monastero vittoriano di Gorton, a sud est di Manchester, dove tiene workshop e sessioni di ascolto e composizione musicale per persone che stanno perdendo le funzioni cerebrali. L’isolamento indotto dalla pandemia ha contribuito a peggiorare la loro situazione. Con l’arrivo dell’Orchestra a Gorton, le prospettive sono cambiate. Gli orchestrali hanno portato qui la “medicina spirituale della musica”, come l’ha definita il direttore musicale Gábor Takács-Nagy. Dunque, la musica fa bene. Il successo di molte applicazioni e startup che ne esaltano il valore dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, quanta libertà possa offrire il linguaggio musicale e quante idee possano nascere utilizzando soltanto sette note.