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Apriamo il 2022 andando a pescare nei fatti accaduti negli ultimi giorni del calendario 2021. Eventi destinati ad avere un seguito importante nei prossimi mesi, nei prossimi anni. Navighiamo in rete e approdiamo su uno dei social più utilizzati al mondo: Twitter, piattaforma che lo scorso 23 dicembre ha ospitato il primo messaggio scritto con il pensiero. 

Il tweet veicola poche parole, ma dal sicuro effetto emozionale: Hello, world! Short tweet. Monumental progress. Tradotto in italiano significa: Ciao, mondo! Tweet breve. Progresso monumentale. Il riferimento (voluto o casuale) al piccolo passo per l’uomo e grande per l’umanità di Neil Armstrong è più che giustificato. Il messaggio è firmato da Thomas Oxley. In realtà è stato formulato da Philip O’Keefe, un uomo di 62 anni che non può muoversi, perché affetto da SLA (sclerosi laterale amiotrofica). 

O’Keefe è riuscito ad essere sul social, grazie a una interfaccia cervello-computer (Stentrode). Oxley, proprietario dell’account utilizzato da O’Keefe per questo primo straordinario messaggio, è l’amministratore delegato della Synchron, la startup australiana cui si deve l’invenzione dello strumento che ha consentito a Philip di scrivere senza usare le dita, solo la forza del pensiero. 

È la cosiddetta eye-tracking, ovvero una comunicazione che ha bisogno del solo movimento degli occhi per realizzarsi. 

Una possibilità immensa per le persone che non hanno più accesso (o non lo hanno mai avuto) alle forme di comunicazione “ordinaria”. Il corpo non è in grado di rispondere, in questi casi, ma il pensiero è vivo e sveglio più che mai. Strumenti come quello realizzato dalla Synchron restituiscono qualità al quotidiano delle persone con gravi disabilità, consentendo loro di restare in contatto con il mondo esterno. Esprimersi, anche soltanto attraverso un social, significa esprimere il proprio io, dire al mondo: esisto e porto un valore nelle vostre giornate; posso anche, esattamente come tutti voi, cambiare la vostra visione della vita. Non è quel che facciamo tutti quando scriviamo su un social?  

Lo strumento utilizzato da O’Keefe ha una tecnologia piuttosto complessa, sicuramente costosissima. Una parte dell’impianto, definita nodo, viene installata, attraverso la vena giugulare, nel cervello dell’utente, dove poggia sulla corteccia motoria (la parte del cervello che guida il movimento fisico volontario). L’utente guarda la tastiera su uno schermo e seleziona le lettere con gli occhi. Sul petto c’è un altro apparecchio che, attraverso un algoritmo, elabora i dati e traduce quei segnali in comandi digitali specifici. 

Se vi sembra complicato, non vi sbagliate: lo è. Ma l’uomo che per primo, lo scorso 23 dicembre, ha utilizzato lo Stentrode (interfaccia neurale endovascolare) per inviare un tweet ha dichiarato che lo strumento è come una bicicletta, bisogna fare un po' di esercizio e poi si va speditamente. 

La speranza è che questo genere di impianti sia un giorno (non troppo lontano) a disposizione del maggior numero di utenti (con costi democratici), persone con bisogni specifici, per le quali la parola scienza significa evidentemente tutto.