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I mezzi pubblici restano spesso intrappolati nelle code urbane, sono quasi sempre in ritardo (se si esclude l’esempio di qualche città virtuosa) e affollatissimi, soprattutto nelle ore di punta. Nell’anno della pandemia hanno rappresentato, per le istituzioni, un grande problema, perché a bordo di un bus, un tram o una metro è più facile entrare in contatto con i virus

Da anni c’è chi pensa a nuovi mezzi di trasporto, i quali non risolverebbero certamente il problema legato alla eventuale diffusione di malattie, ma porterebbero nella vita cittadina una vera e propria rivoluzione. Si tratta dei taxi aerei, ideati per il trasporto rapido delle persone da una città all’altra, senza che ciò comporti la produzione di CO2. 

È la Virgin Atlantic che sta pensando di lanciare la singolare sfida, in partnership con la Vertical Aerospace, che ha sede a Bristol. La compagnia britannica sta progettando veicoli elettrici verticali, sia in fase di atterraggio, che in fase di decollo. Come riporta la BBC, i test sono già in corso presso la Vertical Aerospace. 

Stando ai commenti degli esperti si tratterebbe di un’impresa meno ardua di altre; è tuttavia un’operazione che pone una serie di problemi di non immediata soluzione. 

Già altre compagnie avevano suggerito la possibilità di mettere a disposizione dei cittadini taxi aerei a guida autonoma in grado di prelevare i passeggeri, passando per stazioni posizionate sui tetti dei palazzi (quelli più adatti, naturalmente, alle operazioni di atterraggio e decollo). 

La proposta di Virgin Atlantic è forse più vicina alla realizzazione di quanto non lo siano mai state le precedenti. Intanto si tratterebbe di usare non generici siti, ma città dotate di aeroporti o quanto meno di eliporti. Il veicolo progettato potrebbe trasferire da una città all’altra 4 persone e un pilota, coprendo una distanza di circa 100 miglia, con un impatto ambientale pari a zero e senza il rischio di inquinamento acustico. Sembra che questi veicoli siano più silenziosi di un elicottero, il suono prodotto è stato addirittura paragonato a quello di un frigorifero. 

Di questo ambizioso programma fanno parte anche l’American Airlines e l’irlandese Avolon. Intanto cresce il clamore attorno ai taxi aerei, alla possibilità di raggiungere in breve tempo altre città. Una comodità unica per i pendolari. Ma considerato il numero esiguo di passeggeri che l’aerotaxi può avere a bordo, quanti di questi apparecchi dovrebbero sorvolare le nostre città, solo per accontentare in ogni caso una piccola fetta di utenti? Sarebbe certamente un servizio elitario, almeno nella fase di sperimentazione.

Inoltre, se il progetto andasse in porto, dovrebbe attivarsi una nuova rete tecnologica per il controllo dei nuovi aerotaxi in volo e bisognerebbe anche testare la risposta dei cittadini a una maggiore presenza di velivoli nei cieli cittadini. Saranno all’altezza della sfida le compagnie coinvolte nel programma? 

Forse, per le metropoli, la vera svolta sarebbe poter contare su una buona organizzazione urbanistica, sul potenziamento delle infrastrutture già esistenti, su servizi pubblici su strada, elettrici, puntuali e rispondenti alle esigenze dei cittadini. I quali, una volta risolti i problemi “a terra”, potrebbero anche essere pronti a credere che i taxi volino.