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“Cambiare il mondo e migliorare il benessere di tutti è l’unico piano che abbiamo per salvare l’unico pianeta che abbiamo”. L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è stata firmata da tutti i paesi dell’ONU nel 2015, per modificare un modello di sviluppo che nei decenni è risultato fallimentare, sul piano ambientale, sociale ed economico. 

In Italia il più grande evento sulla necessità di agire sul presente per un futuro migliore è il Festival dello Sviluppo Sostenibile, giunto quest’anno alla sua quarta edizione. La “rassegna” che si tiene tra il 22 settembre e l’8 ottobre in diverse città italiane e in rete, farà per la prima volta tappa anche a Taranto. Per affrontare con i cittadini, le imprese, i giovani, le associazioni locali temi che stanno molto a cuore a quella parte del capoluogo jonico che da tempo chiede e promuove un cambiamento radicale di rotta, anche in vista degli obiettivi da raggiungere entro il 2030, in tutti i Paesi del mondo. 

Il Festival è stato riconosciuto da UN SDG Action Campaign come un’esperienza unica a livello internazionale. A favorire la tappa tarantina dell’evento una serie di iniziative avviate da tempo dall’amministrazione locale, grazie al sostegno della Camera di Commercio, del Centro di Cultura “G. Lazzati” e dell’Università degli Studi di Bari. Insieme hanno firmato il protocollo “Individuazione di criteri di valutazione e monitoraggio delle performance” in accordo con ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), nell’ambito di azioni che ricadano nel percorso denominato “Ecosistema Taranto – Strategia di transizione ecologica, economica ed energetica della città di Taranto”.

Gli eventi cui sarà possibile partecipare sono infiniti. Solo nel 2019 ne sono stati realizzati 1060, tra workshop, seminari, mostre, spettacoli, iniziative legate allo sport e altro ancora. A Taranto è in definizione in questi giorni il calendario delle attività che porterà fermento e coinvolgerà la cittadinanza in una riflessione collettiva da tradurre poi in azioni, progetti. 

È l’ASviS ad organizzare il Festival, insieme con i suoi oltre 170 aderenti e partner. Quest’anno inoltre le relazioni e gli interventi si concentreranno anche sulla pandemia in corso, sulle sue cause e sugli effetti che sta producendo. Una nuova collaborazione, quella con il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, arricchirà l’evento. Anche le sedi diplomatiche all’estero e gli istituti di cultura saranno coinvolti nei lavori. 

In realtà il successo dell’iniziativa sta nella partecipazione dei cittadini interessati alle trasformazioni, promotori essi stessi del cambiamento. Chiunque abbia un progetto, un tema da proporre, può partecipare, autocandidandosi, attraverso il sito https://festivalsvilupposostenibile.it/2020. Sulle pagine dedicate è possibile consultare le linee guida per candidarsi e contribuire allo sviluppo di un confronto, di idee di vitale importanza, per il futuro di tutti.