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L’economia deve tenere conto delle esigenze dell’ambiente, se non si vuole andare incontro ad una catastrofe. È un monito lanciato da associazioni e consorzi, istituzioni e organismi di tutto il mondo. L’Europa gioca la sua partita contro le emissioni di CO2, da ridurre a 0 tassativamente entro il 2050, attraverso consistenti stanziamenti di denaro. Sono mille i miliardi di euro che il Fondo Sociale Europeo prevede di investire nella prossima decade. Naturalmente ogni Stato membro riceverà quote diverse, secondo le specifiche necessità.

In ogni caso il “green deal” è al centro del programma di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. E l’obiettivo di ridurre completamene le emissioni di CO2 entro il 2050 è quanto meno ambizioso. Se l’Europa riuscisse a raggiungerlo, come ci si augura, i vantaggi per i cittadini europei sarebbero ovviamente enormi, senza considerare gli effetti positivi che una “conquista” del genere avrebbe sull’economia della comunità europea. L’immagine dell’Unione, inoltre, sarebbe molto più forte, così come il suo peso, a livello politico. 

Dove troverà i soldi l’Europa è una domanda che si pongono in molti. I mille miliardi di euro passeranno attraverso una serie di programmi e saranno impiegati nell’arco di dieci anni. 

Tra le miniere di carbone della Polonia e gli impianti siderurgici come l’Ilva di Taranto, c’è davvero tanto da fare. Riconversione e transizione verde sono le parole chiave quando si parla di “green deal”. Sarà interessante scoprire in che modo e con quali tempi potrà avvenire la transizione verso un modo di produrre sostenibile, nel caso dell’acciaieria Arcelor Mittal. Un’altra sfida importantissima, tutta italiana, sono i territori del Sulcis-Iglesiente. Si tratterà sia per il sito tarantino, sia per l’area sarda, di abbandonare il carbone, contenendo le ripercussioni sull’occupazione.    

Intanto Legambiente esprime ottimismo sull’iniziativa dell’Europa, anche se i piani che saranno messi in atto per la transizione verde non sono ancora noti, nei dettagli. A breve dovrà arrivare una legge quadro sul clima, la prima di questo tipo. Una normativa alla quale tutti i Paesi dell’Unione dovranno attenersi, per ridurre le proprie emissioni di CO2 e favorire il raggiungimento del traguardo “0” entro il 2050.

Il “green deal” potrebbe essere il primo passo verso una politica realmente condivisa, obiettivi comuni e pratiche che possano diventare dei modelli anche per i paesi che non appartengono all’eurozona. Tutto questo avviene mentre la scienza e la medicina stanno combattendo su un altro fronte: la definizione di un protocollo di cura per il Covid-19 e, allo stesso tempo, di un vaccino contro la nuova malattia.