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Meno di un mese separa gli studenti pugliesi dall’avvio del nuovo anno scolastico. Le date in cui riprendono le lezioni variano da regione a regione, quel che invece resta immutato sono le carenze che gravano ormai da anni sul sistema scolastico italiano. 

Emergenze di ogni genere che rendono discontinua l’offerta formativa, penalizzandone la qualità: dalla mancanza di docenti, soprattutto quelli di sostegno, agli edifici che necessitano di interventi urgenti di ristrutturazione e accomodamento. 

Tuttavia, i banchi nelle aule non mancano e nessuno tra gli studenti italiani è costretto a sedersi sul pavimento, ad appoggiare quaderni e libri sulle gambe incrociate. Una constatazione, non una provocazione, visto che nel mondo esistono delle aree dove la vita degli studenti è davvero dura, se non impossibile. 

Fonti dell’informazione indiana hanno calcolato che circa 40 milioni di studenti tra i sei e i quattordici anni entrano in classi che non hanno un numero sufficiente di banchi, né di sedie. Costretti ad arrangiarsi, questi ragazzi ricevono un forte disincentivo allo studio. Solo i più determinati proseguono, tra mille difficoltà e problemi di salute che le posture non corrette provocano. 

Le associazioni e le aziende che si occupano di sociale sperimentano in continuazione soluzioni da proporre agli enti e ai dirigenti scolastici, per contenere i problemi relativi alle carenze strutturali della scuola. 

Tra chi sviluppa prodotti indirizzati ai settori della formazione, della sanità e dell’agricoltura, c’è una società che ha pensato bene di progettare uno zaino speciale, proprio per bambini e ragazzi cui il diritto allo studio in una condizione dignitosa non viene riconosciuto. Si tratta di uno zaino/banco, una sacca a forma rettangolare che integra un piccolo piano rimovibile. L’idea fa pensare agli oggetti da campeggio: lo zaino, come il banco incorporato è impermeabile, facile da portare sulle spalle e resistente. È disponibile in due combinazioni di colori, mentre il tavolo/banco è regolabile in altezza, secondo le necessità. Sembra che già 20 mila alunni indiani facciano ricorso a questo strumento. 

Una via pratica e veloce, non certo la soluzione definitiva al problema, per sostenere il desiderio di tanti giovani di continuare a studiare, nonostante gli ostacoli. 

Idee che migliorano la vita delle fasce più deboli della popolazione, in questo caso. Basta osservare, guardarsi attorno per scoprire spazi che chiedono di essere migliorati, esigenze che aspettano di essere ascoltate e soddisfatte. Le idee spesso nascono nella necessità.