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In un panorama segnato dai giustificati allarmi ambientalisti e modellato dalla comparsa di nuovi profili nelle abitudini di vita, anche il modo di spostarsi sta cambiando. Molto lentamente, ma si sta trasformando. Cresce la cultura della bicicletta, anche in Italia, e di quel modello chiamato car sharing, che consente la condivisione delle automobili, la possibilità quindi di lasciare a casa la propria o addirittura di pensare di cederla, di farne a meno. Soprattutto nelle città più attrezzate in questo senso.

Questo nuovo modo di intendere la mobilità si traduce in risparmio di denaro, per i cittadini e nel contenimento delle emissioni inquinanti, in favore dell’ambiente e della salute di tutti.

Con il car sharing si respira meglio e le città sono più gradevoli, dal punto di vista estetico: le auto in circolazione diminuiscono e i parcheggi si svuotano. Un’alternativa a questa soluzione è quella del carpooling, una visione ancora più pionieristica del modo di vivere la città e, se vogliamo, anche le relazioni umane. Il carpooling, ampiamente praticato dalle fasce più giovani della popolazione, nei paesi del Nord Europa, consiste nella condivisione di un’auto privata da parte di un gruppo di persone che hanno la stessa destinazione di viaggio.

Esistono siti e applicazioni, scaricabili anche sullo smartphone, che mettono in contatto le persone che viaggiano e cercano compagni con i quali dividere il percorso e il mezzo di trasporto. Una nuova via alla socializzazione, oltre che una prospettiva green.

Sono sempre di più gli italiani che abbracciano questo stile di mobilità, secondo il Terzo Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility.

Nel 2018 gli utenti di questo genere di servizi sono stati più di cinque milioni; 33 milioni gli spostamenti in mobilità condivisa nello stesso anno. Sono invece calate, ma leggermente, le cifre relative al bike sharing, ma soltanto perché alcuni servizi sono stati soppressi, come è accaduto a Roma. Nelle grandi città del Nord (come nelle capitali europee) invece, dove è attivo anche il servizio di scooter sharing, il “fenomeno” è in crescita. 

Un’analisi attenta delle nuove dinamiche di trasporto urbano ha condotto Google Maps ad aggiornare i propri programmi, includendo biciclette e automobili in condivisione tra i mezzi pubblici indicati nel calcolare i percorsi.

Quando un mezzo come un bus, per esempio, non riesce a raggiungere il luogo indicato dall’utente, Google cerca un parco auto o bici condivise, in quella stessa zona, e se ne trova qualcuno, segnala naturalmente la possibilità. Una nuova modalità per Google Maps, sicuramente attesissima dai viaggiatori, che sarà fruibile nei prossimi giorni, in ben trenta paesi, sia su Android sia su iOS.