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Le competenze digitali, in Italia, risultano ancora poco sviluppate e poco diffuse, rispetto a quanto accade negli altri Stati dell’Unione Europea. Il nostro paese è quindi indietro in quanto a competitività digitale, con conseguenze negative soprattutto sul piano dell’economia. A confermarlo è il rapporto Desi 2019 (Digital Economy and Society Index), che vede la cima della classifica relativa all’innovazione digitale saldamente occupata dalla Finlandia, dalla Svezia, dall’Olanda e dalla Danimarca. 

In questo contesto risultano ancora più importanti le notizie che arrivano da Roma. In particolare quella riguardante l’ampliamento di Binario F, il centro italiano dedicato alla formazione e allo sviluppo delle competenze digitali, non solo delle singole persone interessate ad arricchire il proprio bagaglio “culturale”, ma anche delle imprese, delle associazioni e di chi opera nel mondo delle istituzioni. 

Binario F, grande sfida di Facebook lanciata quasi un anno fa, è un centro situato presso l’area dell’Hub LVenture Group e Luiss EnLabs, presso la stazione Termini di Roma.

Con l’ampliamento “inaugurato” ieri (25 giugno 2019 per chi legge), occupa uno spazio cinque volte più grande di quello del nucleo originario. Si tratta di ben 900 metri quadrati destinati alla formazione di 97 mila persone, entro l’anno in corso. Questa è la previsione di Facebook. 

Un’ambizione non da poco, che Sheryl Sandberg, braccio destro di Zuckerberg, ha espresso con energia e fiducia, in occasione della presentazione dell’hub “rinnovato”, lanciando nel contempo il primo Community Day italiano.

Una sorta di convention che ha avuto luogo negli spazi di Binario F e che ha inteso chiamare a raccolta gli amministratori di community presenti sulla fortunata piattaforma. 

Quasi la metà degli italiani fa parte di una community Facebook, social che conta nel nostro paese, un elevato numero di iscritti. I dati italiani relativi alle competenze digitali elencati in occasione della visita di Sandberg suggeriscono però l’idea di una nazione che stenta a comprendere l’importanza della cultura digitale, soprattutto nell’ambito delle imprese e della pubblica amministrazione. 

In Italia solo un terzo delle persone tra i 16 e i 64 anni è in grado di usare la rete internet in tutte le sue potenzialità e soltanto il 30% degli adulti ha partecipato ad una formazione specifica negli ultimi 12 mesi. C’è sicuramente tanto da fare e l’hub di Termini può fare da apripista a tante iniziative analoghe. Almeno è quel che ci si augura.