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Ogni progetto è il risultato finale di un lungo e accurato lavoro di analisi, ricerca e individuazione di soluzioni e il progettista sociale è la figura professionale alla quale questo lavoro è generalmente affidato. Impegnata da anni anche in questo ambito, con passione e competenza, LWB può ben dirsi soddisfatta di un importante risultato raggiunto a livello legislativo.

Dopo anni di vuoto normativo, vede finalmente la luce la prima Norma Tecnica che mira a definire le caratteristiche di questa professione. 

Il testo nazionale UNI11746:2019 è stato a lungo discusso e commentato dagli operatori del settore e dai cittadini, prima di essere pubblicato. 

Si tratta di una regolamentazione doverosa, arrivata sotto la spinta dei numerosi cambiamenti sociali in atto. Una vera e propria rivoluzione che ha reso la figura del progettista sociale sempre più centrale, sempre più richiesta da parte di enti, istituzioni e associazioni. 

E’ cresciuto il numero dei bandi europei, nazionali e regionali indirizzati al terzo settore e l’accesso ai fondi dedicati non è semplice se non si dispone delle giuste competenze per stendere un progetto.  

La neonata normativa chiarisce i confini degli ambiti di intervento del progettista sociale, i suoi compiti e le sue competenze conformemente al quadro delle qualifiche europee (European Qualifications Framework - EQF).

Una professione non semplice che richiede una preparazione a 360°, come anche la capacità di interpretare le esigenze del momento, di un territorio, di determinati segmenti della popolazione, etc. 

Il progettista sociale deve avere confidenza con le normative comunitarie, con il diritto amministrativo, saper leggere le statistiche e padroneggiare tutti gli strumenti di analisi sociale, quindi saper misurare un fenomeno, saper scorgere un’opportunità laddove gli altri vedono solo problemi. 

Il suo ruolo è talmente sfaccettato che non solo gli si richiede di sviluppare un’idea, ma anche di individuare le risorse umane per gestire quell’idea, una volta trasformata in attività vera e propria. 

In questo senso non devono mancargli le abilità necessarie per seguire l’evoluzione di un progetto e prospettarne la gestione, così come non devono fargli difetto le capacità di pianificazione finanziaria. 

La normativa che è stata appena pubblicata definisce anche le linee guida del percorso formativo che questa figura professionale dovrebbe seguire e gli aspetti deontologici legati a quest’attività. Oltre ai titoli di studio, una laurea triennale ad indirizzo sociale è preferibile ma non necessaria, altrettanto importanti sono le esperienze sul campo, meglio se di durata pluriennale. 

Quali saranno le conseguenze della pubblicazione di questa norma?

Un convegno sull’argomento è in programma il prossimo 17 maggio, presso l’Università degli Studi “Roma Tre”.

Per informazioni sul programma e per accreditarsi si può consultare la pagina http://www.forumterzosettore.it/2019/05/09/la-progettazione-sociale-in-italia/.

Per di più siamo orgogliosi di informarvi che il prossimo MASTER in EUROPROGETTAZIONE organizzato dal 17 al 21 giugno da LWBProject srl con la direzione scientico didattica di Progeu - Progress in European Union sarà incentrato proprio sulle competenze necessarie per acquisire questa qualificazione così importante.