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I ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Qualcuno ha creduto, purtroppo a lungo, che si trattasse solo di una visione catastrofica del futuro. La verità è che nel 2018, come ha rivelato un recente report dell’OXFAM (Confederazione Internazionale di organizzazioni no-profit), soltanto 26 ultramiliardari possedevano l’equivalente ricchezza della metà più povera del pianeta e il tasso annuo di riduzione della povertà estrema è in calo del 40%.

L’Italia è uno dei paesi più colpiti da questo movimento verso il basso, verso l’impoverimento della popolazione. E il New York Times, un anno fa, aveva eletto proprio Taranto città simbolo della decadenza del sistema economico italiano. In tempi non sospetti, qualcuno aveva provato ad avvertirci che il nostro modello economico (quello adottato in tutto il mondo dai paesi industrializzati) ci stava conducendo nella direzione sbagliata; le prime dichiarazioni in tal senso risalgono addirittura al 1968. Un monito rimasto inascoltato.

La crisi partita dagli USA nel 2008 ha attraversato un buon decennio e tuttora non può dirsi conclusa. Le trasformazioni in corso sono profonde: l’accelerazione della diffusione della tecnologia, i nuovi strumenti della comunicazione, il mercato globale, le guerre nelle aree depresse del mondo e i flussi migratori hanno messo a dura prova la politica e l’economia, in Europa, come altrove. In realtà sono proprio le nuove esigenze sociali determinate dalla crisi e dai cambiamenti in atto a suggerire in quale direzione deve muoversi il mondo del lavoro. E’ la tesi proposta di recente dal Politecnico di Milano.

LWB Project, come altre realtà che operano per trasformare le idee in progetti, è impegnata anche nella individuazione di spazi di movimento e scintille d’azione in una realtà economica difficile, come quella del nostro territorio. L’impoverimento anche culturale non è più soltanto un problema del Sud.

Come si legge in un articolo pubblicato su “Vita”, le due metà dell’Italia non corrispondono più come, negli anni Sessanta, al Nord e al Sud del Paese. Stando agli studi condotti dall’economista Joan Rosés, professore alla London School Economics, e a Nikolaus Wolf, capo economico alla Humboldt University di Berlino, i comuni più indigenti si trovano non lontano da Milano, uno dei centri più prosperi della penisola. La dicotomia sarebbe dunque tra le isole di benessere (alcune aree, per lo più urbane) e il mare di povertà (la provincia) che le circonda.

Dobbiamo tuttavia imparare a considerare che il lavoro non scompare, ma cambia forma. Muoiono alcune delle vecchie professioni per fare spazio ad altre. Il sistema educativo deve adeguarsi alle nuove esigenze, le aziende devono far fronte alle sfide che i cambiamenti climatici e l’Information Technology impongono. Si deve cercare di vedere un’opportunità laddove si scorge solo un mare di difficoltà ed LWB Project è impegnata da sempre anche a “sviluppare” questo concetto, traducendolo in azione.